mercoledì 6 luglio 2022

 


ALLA SCOPERTA DI CAMPOBASSO

(Itinerario accessibile di un giorno)

 

Campobasso, capoluogo del Molise, sorge a settecento metri di altezza, sulla cima del colle di Sant’Antonio, la città, di probabile origine longobarda, si trova nella zona compresa tra i fiumi Biferno e Fortore. Secondo le ipotesi più accreditate, il territorio di Campobasso nell’antichità era punteggiato da una serie di piccoli insediamenti agricoli sannitici, che poi con la dominazione romana diedero vita a diverse ville rustiche.

Sull’altura che domina l’odierna città era presente un insediamento di controllo dei Sanniti, di cui ancora oggi si conservano le tracce, posto a controllo del braccio tratturale “Cortile – Matese”. Lo scopo difensivo del sito è confermato dal ritrovamento, nei pressi del castello Monforte, di resti di mura sannitiche e dal rinvenimento, tra le rovine della Chiesa di San Mercurio nel 1930, di un’iscrizione in lingua osca. Tale insediamento gravitava intorno ad un centro sannitico più importante, ossia l’area corrispondente all’attuale centro di Ferrazzano.

La storia del territorio di Campobasso è quindi indissolubilmente legata a quella dell’antico Sannio-Pentro e a Roma.

COSA VISITARE

Chiese, edifici storici, monumenti accessibili

 

Palazzo San Giorgio Palazzo San Giorgio (Piazza Vittorio Emanuele II) è la sede del municipio di Campobasso e ingloba la chiesa di Santa Maria della Libera. Il palazzo presenta un ampio porticato con archi a tutto sesto e grandi pilastri quadrati. L’elegante facciata è suddivisa in tre piani ed è sormontata da un quadrante d’orologio alla cui base è riportata la scritta “MUNICIPIO”. Al centro del primo piano è posto un balconcino a colonnine di marmo sorretto da due colonne dal fusto liscio e dal capitello ionico.

All'esterno del palazzo è posta un’imponente statua che raffigura san Giorgio a cavallo, il patrono di Campobasso, nell’atto di uccidere un drago; essa in passato si trovava all'interno del municipio.

 

Piazza Gabriele Pepe è una delle piazze principali della città. Si sviluppa nel luogo, adiacente le mura di cinta del borgo medioevale, dove anticamente venivano fatte le fiere ed i mercati. Su di essa si affacciano il Palazzo del Governo, la Cattedrale della Santissima Trinità (attualmente non visitabile perché in ristrutturazione) ed il Teatro Savoia. Il comune di Campobasso dopo avere dedicato questa piazza a Gabriele Pepe, gli eresse un monumento: la statua, opera del maestro Francesco Jerace, fu inaugurata il 27 luglio 1913 alla presenza di S.A.R. Emanuele Filiberto di Savoia e di alcuni ministri e parlamentari del Regno.

 

Teatro Savoia. Costruito negli anni ‘20 sull’area dell’ex teatro Margherita, fu inaugurato nel 1926 con la rappresentazione della Tosca di Puccini. Recenti restauri hanno restituito splendore agli interni in stile liberty, soprattutto agli affreschi del foyer, della volta e dei corridoi.

L’edificio all’esterno non mostra particolari caratteristiche: le forme sono lineari e semplici, a caratterizzarlo c’è solo la teoria delle finestre; all’interno oltre alla platea a forma di ferro di cavallo, presenta quattro ordini di palchi, raggiungibili mediante due scalinate che si diramano dal foyer.

 

Una delle chiese accessibili a persone con disabilità motoria presente nel centro storico è la Chiesa di Santa Maria della Croce, (Via Santa Maria della Croce, 16) sorta, per alcuni, nel periodo Normanno ad opera dei fedeli che costituirono la confraternita dei "Crociati", ha subìto trasformazioni a seguito di terremoti che ne hanno modificato l’aspetto originario. Attualmente presenta un impianto quattrocentesco con una pianta longitudinale a croce latina a tre navate illuminata da una cupola classicheggiante.

La facciata evidenzia, con i suoi tre portali, la divisione basilicale dell’interno.

Ai lati dell’altare sono presenti la Cappella dell’Addolorata e quella del Sacro Cuore, nelle quali sono conservate la statua lignea settecentesca dell’Addolorata, opera del '700 napoletano, e quella del Cristo morto ricostruita in gesso nel 1954.

 

Piazzetta Palombo. Fu inaugurata nel 1896 con l’idea di creare uno spazio organizzato per un mercato dove i contadini provenienti dalle campagne circostanti potessero esporre le proprie merci. Il perimetro interno è protetto da portici. Ha due ingressi chiusi da due cancellate di ferro lavorato: uno posto lungo via Marconi, l’altro su via Palombo. Attualmente si concentrano circa una ventina di botteghe specializzate in lavorazioni di bigiotteria, arte ceramica e molte altre forme di artigianato.

 

Convitto Nazionale Mario Pagano. (Via Giuseppe Mazzini, 1) Inaugurato nel 1817 con il nome di Collegio Sannitico, diventato per regio decreto Real Collegio nel 1854, questo istituto è tuttora un convitto nazionale statale con scuole primaria, secondaria di primo grado e liceo scientifico. Prese il nome di Mario Pagano nel 1865 e nelle sue aule insegnò anche Giovanni Gentile. Di mole imponente – si sviluppa su tre piani nel corpo centrale e su due nelle sezioni laterali – ha anche un grande giardino, considerato un vero tesoro botanico per le specie che ospita: vi si trovano infatti un grande cedro del Libano, un Ginkgo Biloba cinese, e una sequoia gigante. All’interno vi è una vasta Aula Magna decorata con dipinti raffiguranti paesaggi, usi e costumi della regione, opere dei pittori Romeo Musa e Marcello Scarano. Nell’oratorio va segnalata la pala d’altare raffigurante la Natività.

 

La settecentesca villa comunale “De Capoa” è uno dei luoghi più suggestivi della città.

L’ingresso principale, con il pregiato cancello in ferro battuto, si affaccia su piazza Savoia, ma persone con disabilità motoria possono accedere da Via Ugo Petrella.

Il parco è di stile classico con viali grandi e piccoli, bordati da curate siepi di sempreverdi, che si intersecano. La presenza di statue, di sedili marmorei, dell’elegante balaustra conferiscono all’ambiente armonia e bellezza creando angoli incantevoli per il riposo e la meditazione nel cuore stesso della città. Le specie vegetali presenti sono varie e degne di attenzione: alte sequoie, possenti cedri del Libano, eleganti cipressi, abeti rossi, profumati tigli continuano ad avere una funzione non solo ornamentale: sono la testimonianza della cultura, del gusto e dell’arte di coloro che tanti anni fa hanno realizzato questo gioiello. All’interno di Villa de Capoa vi è il “Parco giochi inclusivo Paul Harris” un'area di divertimento per grandi e piccini.

 

 

Musei Accessibili

 

Museo Sannitico. (Via Anselmo Chiarizia, 12) Si trova in pieno centro storico ed è ospitato dal 1995 all’interno dell’antico Palazzo Mazzarotta. Espone reperti di varie epoche provenienti da tutto il Molise. Tra i pezzi più interessanti, la ricostruzione della sepoltura di un cavaliere e del suo cavallo risalente all’epoca longobarda e relativa allo scavo della necropoli di Campochiaro.

Quattro le sezioni in cui si suddivide questo museo: la prima dedicata ai monili femminili e maschili; la seconda incentrata sugli utensili d’uso domestico; la terza dedicata a coltelli, pesi e ceramiche; e la quarta ai paramenti militari e agli oggetti legati ai riti funerari.

 

Muse Unimol. (Via Francesco de Sanctis, 1) Il sistema museale d’Ateneo MuseUnimol nasce nel 2017 nell’ambito del progetto di Servizio Civile Nazionale “MuseUnimol: Le collezioni museali dell’Ateneo verso il territorio”.

 

Museo dei Misteri (Via Trento, 3) Il museo è dedicato alla più rappresentativa manifestazione folkloristica della città, espone i costumi e le strutture che vengono usate nel Festival dei Misteri, celebrazione campobassana del Corpus Domini che attira ogni anno milioni di turisti.

Murales

I muri di Campobasso raccontano anche un’altra storia: una storia di riscatto attraverso l’arte. Da via Liguria sulla facciata di un palazzo appena si arriva c’è La cuccagna di Blu, un’opera che è una denuncia della nostra società basata sul capitalismo, con una divisione in classi netta e iniqua, dove l’opulenza sfrenata di chi è ai vertici si basa sullo sfruttamento drammatico degli altri.

Via Marche è un concentrato di opere da lasciare senza parole: It’s not a game”di Antonello Macs, Light on the horizon, La donna con tre teste dell’artista argentina Milu Correch, La favola dell’avvoltoio ladro di Zed, Il murales di Blu, Love letters tots, La facciata geometrica, Due muri di Dado.

Verso il centro all’ex Romagnoli è stato concesso anni fa il primo muro ufficiale per la street art e qui si sono svolti diversi eventi del Draw the line. Le gradinate sono ricoperte di opere, realizzate da diversi artisti locali ma anche provenienti dal resto d’Italia.

Sempre restando in zona centrale in via Muricchio, Blu ha realizzato il suo ultimo muro a Campobasso: Pandemia. Un grosso murales, una quantità infinita di panda assalta una città.

Altra tappa immancabile in un giro alla scoperta della street art di Campobasso è il teminal degli autobus.

 

Ulteriori info anche sulle strutture ricettive

Associazione “Molise for all”: moliseforall2@gmail.com

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