venerdì 22 luglio 2022

Carta di identità dell’Associazione

 

La Carta di identità dell’Associazione

Nome dell’associazione:

Molise for all APS

Chi siamo:

Associazione d’informazione e promozione turistico sociale.

Cosa facciamo:

Operiamo in ambito turistico sociale sull’intero territorio molisano. Lo scopo della nostra Associazione è quello di non lasciare indietro nessuno, soprattutto vogliamo che anche le persone che hanno delle disabilità abbiano la possibilità di godere appieno di una vacanza o di una giornata. Il nostro scopo è quello di creare tour o percorsi molisani accessibili a tutti.

Chi sono i nostri destinatari:

Abbiamo diversi target: persone con disabilità motoria e sensoriale, famiglie con bambini piccoli, persone anziane e tutti coloro che vogliono trascorrere delle giornate in Molise 

Quali sono le nostre attività:

Attività turistiche legate alla creazione di pacchetti e percorsi adatte ad ogni tipo di utente. Attività di sensibilizzazione sul tema della disabilità. Lo scopo della nostra Associazione è quello di non lasciare indietro nessuno, soprattutto vogliamo che anche le persone che hanno delle disabilità abbiano la possibilità di godere appieno di una vacanza o di una giornata. Il nostro scopo è quello di creare tour o percorsi molisani accessibili a tutti.

Come puoi sostenerci/collaborare con noi:

Partecipa ai nostri tour e diventi automaticamente socio sostenitore della nostra Associazione.

Iban: IBAN IT58L0760103800001059723286

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Contatti: moliseforall2@gmail.com; moliseforall@pec.it

martedì 19 luglio 2022

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Tradizioni e folclore - Pescolanciano (IS) Festa di S. Anna e "sfilata dei covoni", 25 e 26 luglio

 

Foto di Bene Collettivo Molise

Il rito della "sfilata dei covoni" si inserisce nella Festa di Sant’Anna e nasce come ringraziamento verso la Santa da parte dei sopravvissuti al grande terremoto del 26 luglio 1805. In tale occasione, come in tanti altri riti tradizionali del Molise, si fondono elementi di devozione religiosa con elementi più antichi, appartenenti alla cultura contadina. I covoni costituiscono anche la rappresentazione della gratitudine alla madre Terra, motivo quindi di gioia collettiva per la mietitura del grano appena conclusa. Il 25 luglio di ogni anno, al tramonto, i pescolancianesi portano in sfilata "r' manuocchiæ", covoni di grano donati simbolicamente alla santa, con un coinvolgimento popolare di particolare bellezza e suggestione.

sabato 16 luglio 2022

“SPIGHE DI GRANO. INTRECCI ARTISTICI CHE FORMANO DELLE OPERE D'ARTE”

 


Secondo la tradizione, la festa del grano di Jelsi nasce nel 1805 in seguito al terremoto del 26 luglio di quell'anno, per ringraziare Sant'Anna per aver difeso e protetto il paese.

La descrizione di questo dramma ci è data dall'arciprete Alessandro Eletto:

«A dì 26 luglio 1805 alle ore due, a mezzo della notte giorno di S. Anna accadde un fortissimo terremoto, avendo mandato a terra buona parte degli edifizi case, Chiese campanili, ed il Monistero, per cui tutta la gente fu costretta a dormir a cielo sereno per sei giorni non potendosi celebrare messa per mancanza di Chiese, e restarono morti sotto delle rovine tutte le seguenti persone parte delle quali scavate furono seppellite, e parte restaro sotto le stesse rovine, non essendosi potuto scavare a cagione dei pericoli, che minacciavano gli edifici caduti».

Da allora ogni 26 luglio è portata in processione la statua di Sant'Anna, alla quale si chiede la protezione dal terremoto e dai mali futuri attraverso l'offerta di spighe di grano.

Il lavoro preparatorio, che  per mesi  coinvolge gran parte della cittadinanza, è lungo e  meticoloso ed inizia fin dalla mietitura: momento in cui vengono selezionate le spighe più mature, più belle e più grandi che si trasformeranno in opere d’arte da portare in processione il giorno della festa di Sant'Anna. La manifestazione inizia al mattino presto, allorquando i partecipanti arrivano in paese con i propri carichi di grano. Ininterrottamente per circa due secoli in occasione della Festa i contadini jelsesi hanno portato in sfilata carri votivi ricolmi di grano trasportati dai buoi, che portano il nome di "traglie" (mezzi di trasporto in legno a forma di slitte utilizzati in passato dai contadini nelle campagne).
Oggi, assieme alle "traglie" sfilano lungo il corso principale del paese tanti altri carri che mostrano lavorazioni allegoriche realizzate tutte con il grano in una evoluzione di forme e contenuti rispetto all'offerta devozionale originaria.

Se vuoi trascorrere una giornata tra Campobasso e Jelsi ti proponiamo un itinerario adatto a te e contattaci a:  moliseforall2@gmail.com o chiama al 3396419043




mercoledì 13 luglio 2022

Castello Pandone – Venafro (IS)



  Sulla rocca che domina Venafro, prima i Sanniti e poi i Longobardi edificarono fortificazioni che in seguito furono incorporate nel castello di età angioina, caratterizzato da tre grandi torri circolari. Nel 1443, con gli Aragonesi, il castello passò alla famiglia Pandone. Enrico Pandone riconvertì l’edificio in una residenza di rappresentanza. Tra il 1522 e il 1527 fece affrescare ogni ambiente del piano nobile con la raffigurazione dei suoi cavalli, gli stalloni delle scuderie reali, che egli stesso allevava. La tecnica esecutiva è quella dell’intonaco a rilievo affrescato. Ogni esemplare presenta il monogramma del conte Enrico, una H circoscritta, il morso illusionistico del cavallo, appeso a un chiodo, e una didascalia contenente il nome del cavallo, la razza, l’età e i destinatari. Quest’ultimo dettaglio rivela la fitta rete di relazioni politiche del conte. Nel salone delle feste, la più ampia sala del piano nobile, si legge la successione spazio-temporale degli affreschi delle varie epoche. 

 Di epoca successiva al ciclo dei cavalli è la decorazione del fascione superiore: una successione di raffigurazioni tra cui paesaggi, scene di caccia, momenti di vita cittadina con scorci urbani e paesaggi esotici che riflettono l’eco delle recenti scoperte geografiche. Al centro di ciascun lato del fregio, sono gli stemmi nobiliari dei di Capua e di famiglie a loro imparentate. Al secondo piano, il percorso di visita prosegue con l’esposizione di affreschi, sculture, tele, disegni e stampe, in un itinerario che documenta la cronologia – dal Medioevo al Barocco – e i diversi orientamenti culturali di committenti e artisti in Molise. 

Il percorso è concepito come una linea del tempo che partendo dalle testimonianze pittoriche provenienti da Santa Maria delle Monache di Isernia, risalenti al VII secolo, giunge all’inizio del XX secolo con le xilografie, le fotografie e gli acquerelli raffiguranti il territorio molisano della Collezione Musa. Il Museo ospita anche opere provenienti dai depositi dei Musei di Capodimonte e San Martino a Napoli, della Galleria Nazionale d’Arte Antica di Roma e del Palazzo Reale di Caserta. Dal terrazzo del castello si può ammirare la piana di Venafro, dove si possono scoprire le tracce di duemila anni di uso del territorio. Dal dicembre 2014 il Ministero per i beni e le attività culturali lo gestisce tramite il Polo museale del Molise, nel dicembre 2019 divenuto Direzione regionale Musei.

𝐋𝐚 𝐍𝐨𝐭𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐧 𝐍𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚... 𝐭𝐫𝐚 𝐦𝐢𝐫𝐚𝐜𝐨𝐥𝐢 𝐞 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞𝐧𝐝𝐞

  𝐋𝐚 𝐍𝐨𝐭𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐧 𝐍𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚... 𝐭𝐫𝐚 𝐦𝐢𝐫𝐚𝐜𝐨𝐥𝐢 𝐞 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞𝐧𝐝𝐞 𝘤𝘰𝘯 𝘶𝘯 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘰𝘳𝘴𝘰 𝘦...